Eolico offshore nel Golfo di Squillace, Cara Catanzaro attacca: “Progetto incompatibile con il territorio. Presentate osservazioni”

L’Associazione Cara Catanzaro ODV annuncia di aver depositato articolate e circostanziate osservazioni al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica nell’ambito del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale relativo al progetto del parco eolico offshore “Enotria”, previsto nel Golfo di Squillace.

Un progetto che, secondo l’associazione, presenta “profili di incompatibilità evidenti con il contesto ambientale, paesaggistico e socio-economico dell’area interessata”, oltre a criticità rilevanti sotto il profilo istruttorio.

Nel documento trasmesso al Ministero, Cara Catanzaro contesta duramente:

il rischio concreto di una compromissione irreversibile del paesaggio costiero e marino del Golfo di Squillace mediante l’ installazione di ben 37 aerogeneratori alti ben 320 metri e quindi visibili da ogni dove.

l’impatto sugli ecosistemi e sulla biodiversità marina, in un’area di elevato valore naturalistico;

le pesanti ricadute sulle economie locali, con particolare riferimento al comparto turistico e alla pesca;

la carenza di un reale processo partecipativo e la sostanziale marginalizzazione delle comunità locali nelle scelte strategiche.

“Non siamo di fronte a un semplice progetto di energia rinnovabile ma a un intervento industriale di enorme portata che rischia di alterare in modo permanente uno dei tratti più pregiati della costa ionica calabrese”.

L’associazione evidenzia inoltre la presenza di vincoli paesaggistici rilevanti nell’area interessata, tra cui quello insistente su Monte Pistoia nel Comune di Catanzaro, istituito con decreto 10 gennaio 1972 ai sensi della legge 1497/39, che impongono un livello di tutela elevato e non compatibile con interventi di tale impatto.

“È inaccettabile che si continui a procedere con progetti di questa portata senza una valutazione realmente rigorosa degli impatti cumulativi e senza un confronto trasparente con i territori. La transizione energetica non può trasformarsi in un’imposizione calata dall’alto”.

Cara Catanzaro lancia quindi un monito chiaro alle istituzioni competenti: “Chiediamo che il procedimento venga riesaminato con il massimo rigore e nel pieno rispetto delle normative di tutela ambientale e paesaggistica. Invita tutti i soggetti interessati, enti locali, associazioni e anche semplici cittadini, ad opporsi al progetto.

L’associazione conclude ribadendo che continuerà a vigilare sull’iter autorizzativo del progetto, promuovendo ogni azione necessaria a difesa del territorio e delle comunità locali.

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