Il conto presentato dalla giustizia sportiva è salato. Dodici giornate di squalifica complessive, distribuite su sette giocatori, certificano la gravità di quanto accaduto al triplice fischio di Catanzaro U16–Juve Stabia. La rissa rusticana che ha deturpato il pareggio per 2-2 sul campo trova ora una traduzione in termini di codice. Il Giudice Sportivo non ha fatto sconti. Ha analizzato il referto dell’arbitro e distribuito sanzioni che peseranno sull’economia dei rispettivi campionati. Il bollettino ufficiale racconta di sputi, reazioni violente e una caccia all’uomo che poco c’entrano con il calcio giovanile.
L’origine del parapiglia e la sanzione massima
L’episodio che ha innescato la reazione a catena porta la firma di Cristian Scotti. Il calciatore della Juve Stabia ha ricevuto la sanzione più severa dell’intero provvedimento: 3 giornate di stop. La motivazione redatta nel comunicato ufficiale è inequivocabile. Al termine della gara, il ragazzo ha colpito con uno sputo un avversario. Un gesto che ha agito da detonatore per le tensioni accumulate nei minuti finali della partita. Da quell’istante, il prato verde si è trasformato in un ring.
La reazione e il pugno duro sui tesserati giallorossi
La risposta all’affronto subìto è costata cara ai tesserati di casa. Francesco Provenzano dovrà fermarsi per 2 giornate. Il referto spiega come il giocatore del Catanzaro, reagendo proprio allo sputo ricevuto, abbia colpito un avversario con calci e pugni. Una dinamica che la giustizia sportiva punisce a prescindere dalla provocazione originaria.
Stessa sorte e identica sanzione, pari a 2 turni di squalifica, per Carlo Monterosso. Nel suo caso, lo stop deriva dalla partecipazione attiva alla “mass confrontation” scoppiata tra le due squadre. Durante la ressa, il giovane ha sferrato colpi proibiti verso i campani. L’organico giallorosso perde così pedine preziose per le prossime sfide in calendario.
Le squalifiche campane e il conteggio dei cartellini
La rissa collettiva ha mietuto vittime anche sul fronte ospite. Il Giudice Sportivo ha fermato per 2 giornate sia Guido Amaro che Gabriel Gallifuoco. Entrambi si sono resi protagonisti in negativo durante la zuffa finale, scambiando calci e pugni con i coetanei calabresi. Il conteggio dei rossi diretti comminati sul campo si completa con la squalifica di 1 giornata a testa per il catanzarese Marco Scarfone e lo stabiese David Amendola.
Il bollettino disciplinare ha colpito infine i tesserati non espulsi direttamente dal direttore di gara. Antonio Mercurio salterà il prossimo impegno del Catanzaro per recidività, avendo incassato la sua quinta ammonizione stagionale. Scatta la diffida per lo stesso Marco Scarfone, giunto alla nona infrazione, e per il campano Francesco Veneziano, arrivato alla quarta. Gialli a referto pure per Mattia Agrillo (terza infrazione) e Christian Carbone (prima infrazione).
L’onda lunga di questo scontro lascerà il segno nelle prossime distinte. Il tecnico giallorosso dovrà ridisegnare l’assetto della squadra facendo i conti con assenze pesanti. Smaltita la rabbia per un epilogo indecoroso, il gruppo ha l’obbligo di ritrovare la lucidità. Trasformare la frustrazione di questa maxi-squalifica in energia agonistica pulita sarà il vero esame di maturità per l’intero spogliatoio.
