Quando Jacopo Petriccione ha varcato per la prima volta i cancelli del “Ceravolo” in quella fredda finestra di mercato del gennaio 2024, il Catanzaro cercava un palleggiatore puro, un uomo capace di dettare i tempi e dare respiro a una manovra che necessitava di geometrie affidabili. Due anni e mezzo dopo, quel centrocampista con il numero 10 sulle spalle non è diventato soltanto il fulcro nevralgico della mediana giallorossa, ma ha trovato nel capoluogo calabrese la sua definitiva consacrazione umana e professionale.
A certificarlo, oltre alle ineccepibili prestazioni fornite sul rettangolo verde, è stato lo stesso metronomo originario di Gorizia, che attraverso i propri canali social ha voluto celebrare un traguardo statistico dal profondo peso specifico.
Ottantuno volte Catanzaro: il record personale del “Principe”
Scendendo in campo sabato scorso, Petriccione ha toccato quota 81 presenze ufficiali con l’US Catanzaro. Un numero che non rappresenta una semplice statistica, ma segna uno spartiacque nella sua carriera: la maglia giallorossa è diventata ufficialmente quella che ha indossato più volte in assoluto nel suo percorso professionistico, superando le parentesi vissute in piazze importanti come Lecce o Crotone.
Il centrocampista ha voluto condividere questa emozione con la piazza attraverso un post su Instagram, accompagnato da scatti emblematici (dal campo, alle esultanze con i compagni, fino ai momenti di tenerezza con le figlie sul prato del Ceravolo):
“Da sabato posso dire con orgoglio che l’US Catanzaro è la squadra più rappresentativa della mia carriera. Sin da gennaio 2024 ho pensato potesse essere una nuova opportunità importante per la mia carriera e oggi posso dire che è stato davvero così… Dietro queste presenze c’è un doveroso grazie alla società, per aver creduto in me sin dal primo giorno, ai compagni di squadra che mi hanno sempre supportato e ai nostri tifosi, che con una bella parola di stima mi hanno fatto sentire sempre orgoglioso di appartenere a questa grande famiglia… Ogni singola presenza è un segno del legame che si è creato, un legame che continua sempre a crescere giorno dopo giorno e io non potrei essere più felice di così 💛❤️ 81 volte grazie 🦅”
L’imprescindibilità tattica nello scacchiere di Aquilani
Se i numeri raccontano la longevità del rapporto, l’analisi tattica ne spiega le fondamenta. In un campionato logorante e fisico come la Serie BKT, Petriccione si è imposto non con i muscoli, ma con la materia grigia. Affettuosamente ribattezzato “Modriccione” o “Il Principe” dalla tifoseria – appellativi che affollano anche la sezione commenti del suo post – il numero 10 è l’architetto occulto del Catanzaro.
La sua capacità di smarcarsi in fase di prima costruzione, offrendo costantemente una linea di passaggio pulita ai difensori centrali, è il vero segreto della fluidità d’uscita della squadra di Alberto Aquilani. Petriccione gioca a testa alta, scansiona il campo prima di ricevere la sfera e alterna con sapienza il fraseggio corto alle verticalizzazioni improvvise per innescare le punte. Non è un caso che nei momenti di maggiore pressing avversario, il pallone transiti sistematicamente dai suoi piedi: è la cassaforte a cui la squadra affida i propri possessi più delicati.
Un legame viscerale dentro e fuori dal campo
Il post di Petriccione squarcia il velo sulla compattezza del gruppo giallorosso. La pioggia di reazioni da parte dei tifosi (“Sei uno di noi”, “Un faro”, “Professionista esemplare”) fa il paio con l’affetto dei compagni di spogliatoio. Dalle interazioni con l’amico e bomber Filippo Pittarello, agli scherzi nei commenti con compagni come Antonini, emerge l’immagine di un leader silenzioso, stimato per la sua umiltà oltre che per le sue indubbie doti tecniche.
In un calcio sempre più liquido e privo di bandiere, trovare un giocatore che riconosce pubblicamente in una piazza il punto più alto e “rappresentativo” della propria carriera è merce rara. Il Catanzaro e Jacopo Petriccione si sono trovati nel momento giusto, dando vita a un’osmosi perfetta che, giunti a questo cruciale finale di stagione, rappresenta una delle armi in più per continuare a sognare in grande.
